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Magrè


Vacanze Magrè la località turistica tra frutteti e vigneti



Magrè


L'antico paese del vino Magrè è la località all'insegna del sole e del benessere, immerso in un paesaggio affascinante di frutteti e vigneti ai piedi delle pareti rocciose di Favogna, è la località più tranquilla del Giardino del Sudtirolo.





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Magrè - Alto Adige


Vacanze Magré (243 metri) sotto il segno dell'escursionismo, perlopiù in primavera ed estate. Questa località vive di frutticoltura e viticoltura; infatti qui si trova una delle viti più antiche della provincia di Bolzano. Magré è stata piantata nel 1601 e dà ancora circa 80 kg di uva all'anno! Anche il paese di Magré per sé è molto affascinante, costruito con logge e portali in stile mediterraneo; una frazione di Magrè è Favogna di Sotto, che si trova a 1030 metri di altitudine, dove si trova l'omonimo lago, che è balneabile ed è stati proclamato luogo protetto nel 1977; infatti a Magré si possono osservare varie specie rare animali e vegetali. Le viti a Magré crescono pure qui, in quanto questo luogo è protetto dai venti freddi del nord; il vino bianco "Feldmarschall von Felder" viene prodotto proprio qui. Questo vino è giallino con riflessi verdi; il suo profumo ricorda la salvia e il rosmarino. Esso è ideale come antipasto o anche per accompagnare piatti di pesce. A Magré nei dintorni di Favogna si trova anche un itinerario di arrampicata, per gli ospiti esperti e ben preparati in materia di montagna.

Magré Sport estivi


Magré sport estivi per praticare l'arrampicata, l'escursionismo e il nuoto. Quest'ultimo sport si può praticare nel laghetto balneabile di Favogna, dichiarato biotopo nel 1977; qui si fermano molti uccelli acquatici, che ne fa il posto ideale per i fans del bird-watching. Qui si trova la chiesetta di San Leonardo, che ha intorno una catena di ferro che si allunga di un pezzo ogni sette anni. Quando la catena avrà fatto il giro della chiesa, il mondo finirà! Un altro luogo dove nuotare è la piscina di Termeno, una cittadina a poca distanza da Magré. I fans dell'arrampicata possono praticare il loro sport preferito presso la ferrata di Magrè- Favogna, che offre un panorama spettacolare sulla vallata sottostante. Gli appassionati di mountain bike possono intraprendere un tour in bici da Favogna a Cortaccia in primavera e in autunno, quando non fa troppo caldo; esso in tutto è lungo circa 36 km. Per la salita ci vogliono 2 ore, per la discesa tre quarti d'ora. E' possibile inoltre partire da Magrè per esplorare a piedi la Bassa Atesina, passando attraverso tutti i paesi di questa regione: un'altra idea per le vostre vacanze bici può essere l'itinerario "classico" lungo l'Adige.

Cultura e tradizione Magrè


La "pietra piangente" di Niclara si trova lungo la Strada del Vino, tra Magré e Niclara, è una delle attrazioni "cultura e tradizione Magré", non solo per le sue stalattiti spettacolari in inverno su una base rocciosa di tufo e sedimenti. Qui cresce inoltre una pianta carnivora insieme ai muschi; su di essa c'è anche una leggenda. Essa narra che le stalattiti di questa pietra siano le lacrime di un castellano che non riuscì più a trovare sua figlia. Una strega, gelosa della bellezza di questa ragazza, maledisse il castello e attirò in una grotta quest'uomo con un trucco; gli disse che sua figlia si trovava lì. L'uomo accorse, ma la strega lo murò vivo dentro la grotta. Ogni cento anni la figlia si mostra al padre sotto forma di un serpente bianco con in bocca una chiave d'oro; l'incantesimo sarà rotto quando qualcuno riuscirà a portare in bocca questa chiave. Un'altra attrazione "cultura e tradizione Magré" è la tenuta vinicola Castel Turmhof- Tiefenbrunner, il cui parco è aperto al pubblico; già nel 1838 i vini provenienti da questo castello partecipavano alle mostre dell'Impero Austro- Ungarico con ottimi risultati.

Personaggi Magré


Uno dei personaggi Magré è Angela Nikoletti (1905-1930), che fu una maestra delle "Katakombenschulen", le scuole clandestine di lingua e cultura tedesca sorte in Alto Adige durante il fascismo. Angela nacque a Magré nel 1905 da un povero bracciante e una levatrice; la sua infanzia fu segnata dalla guerra e dalla malattia di sua madre. Per questo motivo fu spesso ospite di parenti a Cortaccia e a Terlano. Angela dava spesso una mano in casa e coi bambini e fu in quel periodo che decise di diventare insegnante; nel 1918, quando dei manifesti annunciarono alla popolazione l'annessione dell'Alto Adige all'Italia, lei li strappò. Nel 1922 entrò alla scuola magistrale delle Suore della Misericordia di Zams, in Austria; quando dopo le vacanze estive volle tornare a scuola, le fu negato l'espatrio. Inoltre la polizia fascista trovò in casa sua la poesia "Tirolerland", che la fece inserire nelle liste delle persone non gradite al regime. Nel 1926 riuscì a diplomarsi maestra, ma ormai la legge Gentile, che obbligava le scuole ad insegnare in italiano era in vigore. In questo periodo venne in contatto con Josef Noldin e il canonico Gamper, che propungava l'insegnamento clandestino del tedesco nelle case, portando come esempio i primi cristiani nelle catacombe; per questo motivo queste scuole clandestine si chiamarono "Katakombenschulen". Angela iniziò anche lei a insegnare il tedesco clandestinamente, a cinque bambini alla volta, che per non destare sospetti presso i fascisti portavano con sé attrezzi per il lavoro casalingo o in campagna. Le "lezioni" duravano un'ora o due, nella "Stube", nelle cantine o nel soggiorno. La polizia fascista la mise in guardia diverse volte, ma Angela non si scoraggiò e continuò a insegnare. Il 14 maggio 1927 venne arrestata e condannata a 30 giorni di carcere, durante i quali soffrì torture atroci, da metterne in pericolo la salute. Un medico italiano la visitò e sentenziò che forse non sarebbe sopravvissuta all'inverno. Angela morì di tubercolosi il 30 ottobre 1930 in casa di sua zia a Cortaccia; tutto il paese partecipò ai suoi funerali, che si trasformarono in una marcia di protesta. Per questo motivo Angela Nikoletti è considerata come un'eroina sudtirolese.



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