Vacanze Chiusa in Valle Isarco

Chiusa - Valle Isarco
Per molti visitatori le vacanze Chiusa significa cultura e tradizione in quanto questa città è appunto una delle "sette città medievali della Regione e fino al 1914 essa era la "città degli artisti" per antonomasia; qui si fermò anche il famosissimo pittore tedesco Albrecht Dürer. Chiusa è tuttora con molti edifici protetti dalle Belle Arti ed essa è stata inoltre inclusa nei "borghi più belli d'Italia". Chiusa è famosa per essere situata ai piedi del monastero di Sabiona, un convento di clausura da sempre considerato l'epicentro della spiritualità altoatesina. La città è anche molto frequentata nei periodo dei "Törggelen", le castagnate tipiche altoatesine, anche perché essa si trova sul "Ketschnweg", il famoso "Sentiero dei Castagni" che collega Bressanone a Bolzano. Chiusa non offre solo cultura, ma anche sport estivi e invernali: escursionismo, Nordic Walking e mountain bike in estate a Chiusa, sci, sci da fondo, escursioni con le ciaspole e pattinaggio in inverno. Infatti i comprensori sciistici della Plose per lo sci da discesa, dell'Alpe di Villandro e di Luson per lo sci da fondo sono molto vicini a Chiusa!
L'estate a Chiusa
Nel corso delle vostre vacanze Chiusa estate avrete una vasta scelta di sport: escursionismo, mountain bike, Nordic Walking a Chiusa, ecc. L'esempio più "classico" di escursioni a Chiusa è quella al monastero di Sabiona, uno degli epicentri della spiritualità dell'Alto Adige insieme al monastero di Sabiona. Si può iniziare la gita già dal centro città, salendo le scale; infatti questo percorso trekking è facile, adatto perfino ai bambini. Una volta arrivati alla meta, ci si può riposare nei vari ristoranti tipici dei dintorni. Un'altra meta ideale per le vostre vacanze Chiusa state è la vicina Alpe di Villandro; chi non è ben allenato può intraprendere il giro di Villandro. la cui durata è di un'ora e 50 minuti, mentre chi è già abituato ad escursioni più lunghe può partire dalla vicina località di Barbiano e arrivare alla chiesa di San Maurizio. Nelle vicinanze di Villandro si trovano inoltre molti tracciati cicloturistici, che permettono di raggiungere le località vicine di Chiusa e Barbiano; lungo la pista ciclabile della Valle Isarco ci si può inoltre fermare nei vari masi, assaggiando la cucina tirolese. Naturalmente il Parco Naturale Puez- Odle è una meta molto amata per le escursioni in montagna, per via dei massicci montuosi delle Dolomiti...essi interesseranno molto anche gli appassionati di geologia!
Vacanze sci Chiusa
Le vostre vacanze sci Chiusa saranno caratterizzate da una grande scelta di sport invernali: sci da discesa, sci da fondo, pattinaggio sul ghiaccio, escursioni con le ciaspole, ecc. Il comprensorio sciistico più vicino è senza dubbio quello della Plose. Questo massiccio montuoso si trova a pochi chilometri dal centro da Chiusa, inoltre proprio qui si trova la Trametsch, la pista da sci più lunga della Regione turistica! Se invece siete fondisti, potete praticare questo sport sull'Alpe di Villandro, dove potete contare su tre anelli da fondo (uno facile, uno medio-facile e l'altro difficile). Il tragitto facile può essere percorso anche con la tecnica di "skating". Luson è il paradiso dei fondisti, una località di vacanze in montagna molto tranquilla, dove inoltre si trovano tanti alberghi benessere dove rimettervi in forma per il giorno dopo! Le piste da fondo summenzionate sono di livello facile e medio; una può essere percorsa anche grazie alla tecnica "skating". Un'altra destinazione molto panoramica per il fondo è la Val di Funes, celebre sia per la sua tranquillità che per i suoi paesaggi montani meravigliosi, dominati dai massicci di Puez- Odle. A Chiusa, potete anche pattinare sul ghiaccio, in quanto qui si trova anche un pattinatoio.
Cultura e tradizione Chiusa
Questa cittadina è il centro della spiritualità altoatesina; infatti spesso dire "cultura e tradizione Chiusa" significa parlare del Monastero di Sabiona, il più importante dell'Alto Adige insieme a quello di Novacella. A Sabiona si possono visitare i seguenti luoghi: la cappella della Madonna, la chiesa della Santa Croce e quella conventuale. Esso sorge su uno sperone roccioso che domina la valle, per questo motivo è chiamato "l' Acropoli del Tirolo". Ad esso si arriva grazie a un'escursione facile fatta tutta a scale che può durare dai 30 ai 45 minuti, particolarmente suggestiva in autunno, nel periodo dei "Törggelen"; qui si trovano infatti varie osterie tipiche altoatesine dove potete gustare lo speck, il "Graukäse", lo "Schüttelbrot", specialmente quello tipico di Barbiano, accompagnato dal vino novello. Anche la cittadina di Chiusa merita una visita, in quanto essa non solo fa parte delle "sette città medievali dell'Alto Adige" ed è stata fino al 1914 la "città degli artisti" per antonomasia, ma è anche stata inclusa nei "borghi più belli d'Italia". Infatti molti dei suoi edifici sono protetti dalle Belle Arti.
Vacanze benessere a Chiusa
Potete trovare un albergo benessere Chiusa proprio nel centro della cittadina, allestito presso un edificio d'epoca. Qui potete sperimentare vari trattamenti benessere; il percorso Kneipp, per tonificare il sistema circolatorio, il bagno turco, per rilassarvi completamente e ripulire l'apparato respiratorio, la sauna finlandese per conciliare un buon sonno e per stimolare il metabolismo. Dolo la sauna, naturalmente avrete a disposizione tanta frutta di stagione e tisane, per reintegrare i liquidi persi. Naturalmente non manca l'idromassaggio, diventato ormai uno dei classici del benessere; troverete anche una sala fitness con attrezzi di ultima generazione. Se proprio sentiste la mancanza del calore del sole in inverno, potete distendervi anche nel solarium.
Personaggi Chiusa
Uno dei personaggi Chiusa è il pittore tedesco Albrecht Dürer (1471- 1528), uno dei più importanti pittori, incisori e matematici del Rinascimento tedesco. Fin da bambino mostrò uno spiccato talento artistico, come confermato dal suo primo "Autoritratto", disegnato a punta d'argento quando il pittore aveva appena 13 anni, mentre era "a bottega" da suo padre; dal punto di vista stilistico si notano, è vero, degli errori, ma quest'opera dimostra che "la stoffa c'era". A 17 anni Dürer concluse il tirocinio ed entrò a bottega da Wolgemut, dove oltre a dipingere, si scolpiva, si intagliava il legno e anche si illustravano i primi libri stampati. Dürer serbò sempre un ottimo ricordo di quegli anni, tanto che nel 1516 fece un ritratto al suo antico maestro, che testimonia la stima che aveva ancora per lui. Tra il 1490 e il 1494 Albrecht Dürer viaggiò tra la Germania, l'Alsazia e la Svizzera, lavorando come xilografo e illustratore. Il primo viaggio in Italia risale al 1494, visitando il Tirolo, il Trentino, Mantova, Padova, Pavia e arrivando a Venezia, dove ebbe modo di conoscere le opere del Carpaccio, del Bellini e del Mantegna; rimase inoltre affascinato dall'ambiente cosmopolita e dall'abbondanza di opere d'arte della capitale della Serenissima. Qui studiò le regole della prospettiva e le proporzioni corrette del corpo umano; la "Bagnante" è infatti il primo nudo dal vivo dell'arte tedesca. Quando nel 1495 l'artista si fermò a Chiusa, la riprodusse su un'incisione di rame e su un acquerello. Al ritorno a Norimberga, Dürer iniziò l'attività di xilografo e calcografo; i soggetti delle sue opere furono perlopiù religiosi, che gli diedero grande notorietà in Europa, tanto che l'elettore di Sassonia Federico il Saggio gli commissionò tre opere. Nel 1505 Dürer ritornò in Italia, ufficialmente per sfuggire a un'epidemia, ma anche per ritrovare un ambiente culturalmente più aperto rispetto a Norimberga; si fermò ad Augusta, dove abitava la ricca famiglia Fugger, che lo avrebbe ospitato a Venezia. Arrivato nella città lagunare, Dürer annotò che la sua fama era tale da doversi nascondere e frequentò molti pittori e letterati, diventando un perfetto gentiluomo, tra cui il pittore Bellini, che lo elogiò pubblicamente. I suoi lavori a Venezia furono perlopiù di soggetto religioso e ritratti; il più famoso fu il "Ritratto di giovane veneziana"; per studiare ancora meglio la prospettiva, si recò a Bologna. Nel 1507, ritornò in Germania, non nascondendo la sua nostalgia per il clima mite dell'Italia. Nella primavera del 1512, l'imperatore Massimiliano I volle conoscere Dürer personalmente e gli commissionò una grandissima xilografia, che fa pensare ai moderni "poster". Alla morte di Massimiliano I, nel 1520 Dürer si recò nei Paesi Bassi con la moglie per incontrare l'imperatore Carlo V...e anche per farsi rinnovare il vitalizio di Massimiliano. Tornò a Norimberga nel 1521 e si dedicò alla geometria e all'architettura. Morì nel 1528 nella sua città natale dopo una lunga malattia.